Questo blog vuole essere un luogo di condivisione aperto a tutti coloro che guardano alla vita come luogo di incontro fatto di piccole e grandi emozioni, a chi ha capacità di commuoversi, gioire, soffrire, a chi si sente in cammino su percorso di crescita che porti ogni uomo e donna ad incontrare la vita.

martedì 20 settembre 2011

LA DANZA DEI LUOGHI

 














  LA DANZA DEI LUOGHI
Il lavoro prende spunto dal viaggio inteso come terra da attraversare o attraversata che passa per uno spazio interno, relazione con il proprio sè, ed esterno, l'altro, gli altri, luoghi, immagini. Spazio che definisce il luogo della memoria che riporta alle radici ma anche a contesti in cui lo spazio, quello urbano ad esempio diventa altro, spazio da occupare, da vivere in una dimensione di passaggio più che di consapevolezza. I sensi, il corpo hanno la facoltà di facilitare o scoraggiare l’interazione e permettono di dare significato al mondo attraverso i simboli nei quali ci imbattiamo quali espressione di identità. Indagare il senso del viaggio, dei luoghi attraversati, dei vissuti ritrovati, evocazioni, storie che riempiono il nostro essere nella memoria, nel corpo, nel divenire. 

10 commenti:

  1. La musica è una legge morale. Essa dà un'anima all'universo, le ali al pensiero, uno slancio all'immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza, e la vita a tutte le cose.
    PLATONE

    …e il piacere del movimento nello spazio e il piacere di incontrare un’altra mano e il piacere delle mie nello spazio…spazio come se fosse corpo da plasmare, un arpeggiare di sconosciute melodie…seguo la scia di carezze in cui scorrono rivoli di sudore ad irrigare terre sconosciute. Sento lo spazio sciogliersi tra le mie mani…mi tuffo a occhi chiusi in un ignoto che mi avvolge come un tenero abbraccio.
    Non mi sposto da qui, non cerco un altro luogo, accolgo quello che c’è nel bene e nel male: radici, slancio, il mio inspirare ed espirare, il battito del cuore che dondola su un’altalena di emozioni, fili d’aria e lana azzurra tra le dita…la costruzione di uno spazio, il principio e la fine che è un nuovo inizio, il moltiplicarsi di spazi che dissolvendosi si aprono a un nuovo luogo. Sorrisi azzurri su sguardi rossi e uno spazio verde nel cuore.
    Tiziana

    RispondiElimina
  2. Mi sono portata dentro il piacere del movimento, un piacere che ritrovo nella danza delle isole; prima nell’incontro con un’altra isola e poi con me stessa, per scoprire che nessuno è un’isola e basta, ognuno è un pezzo di un grande continente…piacere del movimento che ritrovo anche nel disagio, quando vengo messa in un angolo a dividere uno spazio ristretto con “altri” che non conosco, fino a che la memoria del corpo non mi viene in aiuto…quando ero piccola salivo su qualsiasi cosa incrociasse il mio cammino (beh non proprio tutto!), una lattina, una bottiglia, un marciapiede, una panchina, giocando a rimanere in equilibrio…ed ecco che come allora sono i piedi che mi portano, che scelgono, che salgono…ora sulle panche di legno posizionate all’angolo della sala, uno spazio che fa parte di quello spazio eppure è altro…salgo di un gradino, vedo la sala da un’ altra prospettiva, sono con gli altri e sono anche da sola, mi sono ritagliata uno spazio tutto mio ed ecco che la mia difficoltà a stare in spazi angusti e stretti diventa possibilità, scoperta, opportunità, gioco…riesco a ritrovare il piacere del movimento anche qui, anche nel disagio riesco ad aprire una porta, a trovare un varco. Mi chiedo come posso portarmi questa parola anche fuori di qui, da questa sala. Come posso portarmi il piacere del movimento anche in un metrò dove non ci sono panche di legno…e scopro che in realtà già lo faccio!!! La musica è la mia panca sul metrò, la musica che mi fa salire di un gradino, cambiare prospettiva, stare nello spazio in un altro modo; da qui anche i movimenti degli altri assumono nuove forme, tutto è armonia, ha un senso. Nessuno mi metterà mai in un angolo perché ho una colonna sonora per ogni momento che passa, per ogni istante una danza!
    Tiziana

    RispondiElimina
  3. Il viaggio di lunedì mi ha portato su una spiaggia, prima animata da una danza festosa di gruppo, poi solitaria… Una danza di ali, a terra… Come un albatros… Non avevo capito che andavano cercati gli altri luoghi e non li cercavo. Continuavo la mia danza delle ali su quella spiaggia, circondata dall’abbraccio di un’alta parete rocciosa e davanti il mare aperto… Poi pian pian con un movimento lento arrivata a una delle isole la abito e li spicco il volo verso l’alto per poi ritrovare gli altri in una danza festosa nel luogo condiviso.

    RispondiElimina
  4. Danzano gesti nei miei ricordi, un dolore in cui ho rischiato di affogare, quella mano che ha lasciato la mia a stingere il vuoto…sola senza un posto nel mondo, preparo una valigia piena solo di sogni, in un viaggio verso un incontro se non con qualcuno almeno con me stessa perché ogni momento di ricerca è anche un incontro per chi ascolta una campana… poi accade che a volte per caso le strade s’incrocino e in una danza tutta la vita si srotola dentro l’anima…vedo una luce dentro un dolore con occhi che non credevo di avere e poi la musica…la musica che danza perchè questa è la prima vita che ricorda e con pazienza trasforma le assenze in presenze sfumate, in una mano che trova altre mani, in vita in cerca di vita, il calore del respiro nel respiro; incido coi battiti del mio cuore una pelle sconosciuta, ascolto parole che rubano pensieri: cura, accudimento…sento mani che tracciano sentieri che conducono a me mentre a occhi chiusi trovo un posto nel mondo, il mio posto è qui, il mio tempo è ora insieme a voi in un mondo da scartare come un gioco, un pacco di Natale…Riparatorio.
    Grazie di vero cuore a tutti voi.
    Tiziana

    RispondiElimina
  5. Ho lasciato qualcosa in quella sala...ho lasciato una paura profonda, un blocco e il timore di essere fraintesi...fraintendimento...ho portato con me solo l'esito di un incontro mancato...con me stessa con l'altro. COSTRUZIONE/COSTRIZIONE ...proverò con voi a danzare una nuova forma di costruzione al di là della costrizione...
    A stasera...che bello ritrovarvi!
    Raffaella

    RispondiElimina
  6. Ciao Raffaella,
    la parola che hai scritto mi ha fatto ricordare una canzone "la costruzione di un amore" anche verso se stessi per essere liberi...
    ...sono io e sono qui e mi meraviglia, io qui stretto tra le mie braccia e no son proprio io lo specchio ha la mia faccia...
    http://www.youtube.com/watch?v=Po4WJfrmUrg
    A frappè
    Tiziana M.

    RispondiElimina
  7. Parto da Sud da dove sono ora, dal fuoco che è femmina, sembra che l’estate non finisca mai...ascolto le foglie dell’albero che da dietro le sbarre innalza note mute al cielo che mi ricadono sulla punta delle dita, le lascio intonare una canzone...calore, vita, passione...e invece l’estate finisce e la Fenice Rossa apre le sue ali e vola verso sud e verso ovest, verso gli affetti, l’autunno è già qui è il pomeriggio, la Madre Terra col suo corpo di donna che assomiglia al mondo mi sostiene e mi protegge, la punta di una freccia diretta verso casa...radici...la freccia retta scava nella terra poi si apre e ruota nella pancia, la Tigre Bianca si allontana dal giallo e dal marrone, dalla terra , dalla sicurezza, dalla certezza che ti inchioda in un angolo a fare gli stessi passi come un bambino vecchio, solo radici e brindo all’amore che mi dai da bere per dimenticarti e prendo il mio treno verso Oriente, ti lascero’ prendere il tuo senza dire niente, ti farò un cenno con la mano e mi volterò...ti lascerò andare mio malgrado. Avro’ un altro tempo per cercarti, avrò un altro modo di guardarti, assaporo la notte che pian piano svanisce nel silenzio di un mattino è il Sole! E’ il legno che nutre il fuoco, un germoglio, il terzo figlio maschio che coi piedi sale e scende da una scala a pioli e nelle braccia ha la forza del lavoro...il mondo è fatto a scale a volte scendi a volte sali, il Drago Verde a piedi nudi si sposta al centro...intersezione dei quattro punti cardinali...satellite d’amore...c’è vita su venere? Non so dove abiti la felicità ma a volte la incontro nella danza di un serpente, c’è un profumo strano nell’aria, rame oro e argento si fondono e l’amore compare insieme ad una vera fortuna ma come un ragazzino misura i suoi attributi allo specchio e l’amore compare com’è sparito l’ultima volta abbaiando e schiumando sotto le proprie orme, tra ventricoli esplosi e rimasugli di cuore...il cuore...il cuore onnivoro che parla coi corpi di foca bastonati sulla neve rossa con la sua lingua di guiness, veterana, esperta di ferite, nessuna che sia solo simbolo d’infezione o cancrena...il cuore apostata che beve la sua salvezza dal calice della speranza, il cuore che batte per dare un ritmo ad un incontro, un viaggio silenzioso dove parole, movimento e immagini si accavallano, si incontrano, si scontrano, si cercano e viaggiare è l’unico scopo possibile. Il cuore che lascia impronte sul cuore ritorna a sud ovest di me, al piede destro...ora sono solo io, una finestra aperta verso sud che lascia intravedere il tendone a spicchi e da qui il vestito porpora di una trapezista e in terra le sue orme...bisogna stare coi piedi bene in terra per spiccare il volo e da qui aspetto il via per lo slancio, per proseguire il viaggio, un arcobaleno colorato che illumina la notte...l’ultima immagine, la mia ultima immagine sei tu ed il tuo viso che si imprime ad occhi chiusi...giallo su sfondo nero... come un negativo di fotografia, un quadro di Warhol.. cerco di seguirne i contorni con un dito...
    Nel mio viaggio ho disegnato l’infinito...due ali di farfalla e al centro un bruco...
    ...dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior...

    RispondiElimina
  8. Leggere Tiziana è come entrare in una saga antica di fiabe e leggende....sai da dove entri ma non sai mai da dove uscirai...un labirinto di emozioni e pensieri...anche il mio viaggio mi riporta al mito, il mistero di un incontro con una ninfa del bosco che mi accompagna con lo sguardo fino a lasciarmi senza respiro nel profumo di terra bagnata...la terra dove ho custodito la mia ghianda..la forza di Demetra che mi sta accanto e protegge con le sue mani quel seme...e le parole dolci e spontanee di un Hermes dai piedi alati mi ricordano con un sorriso enigmatico che "insieme" è possibile...crolla il muro dell'illusione di onnipotenza...e sale la malinconia mista al piacere di sapere che ora è già diverso..ora è già domani..e la mancanza si trasforma in un desiderio...riabbracciarvi presto!!

    RispondiElimina
  9. Ciao Raffella,
    sono contenta di ritrovarti qui…sai hai descritto proprio come mi sento quando scrivo…so da dove parto e non so mai dove arriverò, dove mi porteranno parole e immagini… eppure anche quando sembra che mi stia perdendo, un particolare acquista un senso... Alcune cose a volte mi si chiariscono dopo un po’ di tempo ma non importa, per me capire sempre tutto non è importante è importante esserci, lasciare una traccia di quello che sono ora…leggere di altri viaggi che mi arricchiscono, saper vedere gli incroci nel profumo della terra bagnata…incrociare altri viaggiatori, scambiare emozioni, scoprire tesori nei gesti o nelle loro parole, come in quelle che mi hai regalato tu ora…”insieme “ è possibile… già perché le emozioni per quanto belle e forti se non condivise rischiano di inaridire e perché credo che l’unione fa sempre la forza, perché anche grazie alle tue parole ho compreso che in realtà non ci sono strade già tracciate, le strade le facciamo noi camminando…insieme è possibile, insieme è ancora piu’ bello!
    Un abbraccio a tutte/i
    Tiziana M.

    RispondiElimina
  10. Ciao a tutti, eccomi ancora qui, stamattina casualmente mi sono imbattuta in questo scritto mi fa piacere condividerlo con voi a conclusione di questo ciclo di incontri che per me è stato davvero importante e significativo:
    Ricostruendo il Mondo
    Un padre stava tentando di leggere il giornale, ma il figlioletto continuava a disturbarlo.
    Ormai stanco, il padre strappo' un foglio - che mostrava la mappa del mondo -,
    lo fece in vari pezzi e lo consegno' al figlio.
    "Ecco, adesso hai qualcosa da fare. Ti ho appena dato una mappa del mondo e voglio vedere
    se riesci a montarlo esattamente com'e'."
    Riprese la lettura del suo giornale, convinto che il bambino sarebbe stato occupato per il resto della
    giornata.
    Quindici minuti dopo, pero', il ragazzino torno' con la mappa.
    "La mamma ti ha insegnato la geografia?" domando' il padre, stupefatto.
    "Non so che cos'e'" rispose il bambino.
    Ma dall'altro lato del foglio c'era la fotografia di un uomo.
    "E, una volta che sono riuscito a ricostruire l'uomo, ho ricostruito anche il mondo."
    (Paulo Coelho)

    RispondiElimina